Forza Italia! di Roberto Faenza - film documentario, b/n 88 minuti. - Italia (1978) DVD + Libro (Rizzoli)

L'underground webzine approda in territori più marcatamente politici, un terreno insidioso perchè fautore di scontri e pericolosi schieramenti. Il film-documento attira la nostra attenzione per l'avversione mostrata nei suoi confronti dai vertici di Governo e dalla RAI a partire dalla sua prima uscita nelle sale italiane nel lontano ‘78. La censura è un cancro per l'intelligenza, ricordare le sue vittime è un dovere.

“Forza Italia!”, scritto con il punto esclamativo, è il titolo dato a questo film documento sulla politica preistorica della nostra nazione; era scomparso dalle scene da anni, riproposto poi con difficoltà e sottoposto a censure dirette o scelte di “abbandono precauzionale”. E' ingannevole il titolo, non è l'ennesima indagine sul partito attuale del padrone delle tv, bensì un brodo concentrato di vicende anche torbide del nostro passato democratico - cristiano.

Oggi, rincuorati dal recente prepensionamento di De Mita, per meglio dire uno scaricamento per opportunità politiche, ci appaiono questi personaggi in bianco e nero come mummie di un lontano passato.

Il regista Faenza ebbe la singolare idea di assemblare un film andando a pescare nei vasti archivi dell'Istituto Luce e della RAI, tra frammenti di interviste, dei cinegiornali, assemblando inconsapevolmente un oggetto che diede non poco disturbo all'arroganza del potere dello scudo crociato. Fece sobbalzare dalla sedia i dirigenti degli studi televisivi, sempre pronti agli organi di comando, nelle stanze dei bottoni, che dalle poltrone della RAI amministravano un istituto per l'informazione quando essa svolgeva il proprio compito pubblico, per la manipolazione mentale a distanza quando più asservita ad interesse partitico, con un'accurata opera di censura dalle strette maglie.

Dal progetto al prodotto finito si arrivò al novembre 1977, con la collaborazione di Antonio Padellaro, trovatosi poi a dirigere l'Unità, ed il giornalista Carlo Rossella, come altri passato dalla fede comunista al servizio del cavaliere nazionale. Al montaggio Silvano Agosti e due assistenti, giovani cineasti, Marco Tullio Giordana e Marco Bocca.

Furono visionati 400.000 chilometri di pellicole, un lavoro estenuante senza i metodi attuali digitali.

Ne uscì un'opera con tutto il vertice dell'ex DC in mostra: ci sono le catacombe di Camera e Senato, la loro apparizione è un rigurgito nauseante ma reso con l'umore che contraddistingueva questi giovani, in parte incoscienti della miscela corrosiva che stavano elaborando; infatti fu presto censurato. Le forbici del potere, ovvero le spade crociate del Novecento italiano, vibravano alte e inesorabili.

Sopravvisse pochi mesi fino al rapimento Moro, poi sparì improvvisamente per almeno 15 anni dalle sale italiane pur avendo incassato più che dignitosamente.

E' un documentario su 30 anni di italici deliri di onnipotenza. A Sesto San Giovanni padre Lombardi, il microfono di Dio, esclamava alle folle manipolate con l'inganno: "ricordate, nel segreto delle urne Dio vi vede, Stalin no!".

Vinceva la DC nel '48, portarono alle urne anche i cerebrolesi guidando la loro mano, poi l'incanto della ricostruzione, la grande abbuffata che permise comunque a un padre di famiglia di mantenere i suoi cari pagando un affitto, oggi sembra persino un lusso non più concesso.

Parte dei dialoghi sono stati doppiati, questo può rendere il documento un falso storico ma non era nelle intenzioni degli autori un simile proposito; si volle portare inconsapevolmente in ambito cinematografico uno stile satirico che svelasse le debolezze e i tic nervosi del potere. E' un antesignano per certi versi dei più attuali Blob e Striscia la Notizia.

Tragico e divertente, è un ripasso dell'origine di molti nostri mali attuali.

Il dvd termina in 88 minuti, lascia spazio ad un libro di circa 140 pagine che contiene anche un riassunto, molto contenuto, dei principali avvenimenti della storia italiana dal ‘48 al ‘78.

Nell'introduzione qualche scudisciata dal giornalista Stella, autore de' “La casta”, anche alla servitù giornalistica. Seguono interviste a Faenza e ad alcuni dei collaboratori.

Lascia un sapore amaro e non si può non osservare come l'oligarchia e il seguito di portaborse siano tuttora in gran forma nel perpetrare uno schema consolidato di arroganza e distanza dai bisogni sociali.

Intervista a Faenza su Teche Rai

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