Eye.hEar [visioni.in.suoni]: Errorsmith + Orgone (Otolab ) e +39 Call for Italy: VideoScreening @ Spazio Frida (MI) 28/03/09
Report and pics by drex
Sabato 28 Marzo ci è stata offerta una piacevole serata, frutto di una collaborazione tra Neoma e Digicult, due realtà mosse anche dall'intenzione di dare spazio ad ambiti culturali vicini alla musica elettronica.
In una sala al piano superiore dello Spazio Frida di Milano è stata allestita una proiezione di video, più precisamente una raccolta di produzioni audio\video derivanti da lavori realizzati in Italia negli ultimi 15 anni.
Alla regia dei video presentati in "+39 Call for Italy:Videoscreening", a cura di Claudia D'Alonzo e Marco Mancuso per Digicult: Ogino Knauss, Virgilio Villoresi, Otolab, Mylicon/En, Zimmerfrei, Kinotek, Progetto Antenna, Fabio Franchino, Hfr-Lab, Blu, Niko Stumpo, Vinz Beschi, Elec, 47thFloor.
A seguire un set audio video, nato dalla collaborazione tra Orgone, attivo nel collettivo Otolab di Milano, ed Errorsmith, da Berlino, una sintesi ben riuscita, un set relativamente breve ma intenso. Alla fredda e statica presenza che caratterizza molte delle esecuzioni da laptop i due hanno contrapposto un accoppiamento efficace di suoni e visioni, basati su ritmiche mai banali, accompagnate da suoni metallici, alterati mediante controller.
Contrastante il giudizio dei presenti sulla partenza con ritmi tambureggianti, ma l’evoluzione del set ha dimostrato nel crescendo di intensità la validità di Errorsmith nell’essere distante dalle pulsioni regolari di molta techno. La sua esperienza nel campo dello sviluppo software, anche lavorando con Native Instruments, si riflette in una padronanza nel creare dimensioni sonore inusuali.
Orgone al suo fianco fa emergere nel buio della sala che si colora di solo bianco e nero, strutture reticolari , luci pulsanti, che coloro che hanno assistito ai molti e validi livemedia di Otolab non faticheranno ad immaginare.
Questo si è tradotto in un finale che avrebbe dovuto avere altri esiti, almeno per quanto dovevano meritarsi i due artisti e non per colpa degli organizzatori. Infatti, probabilmente a causa del coprifuoco culturale vigente e sempre più stringente nella città in cui la moria di neuroni è tra i problemi più attuali, il set ha dovuto subire un ridimensionamento mediante un abbassamento graduale di volume, smorzando un'intensità che avrebbe richiesto libertà di crescita oltre il punto di fuga.