CAPITOLO SECONDO

NOMADISMO E TRIBALISMO NELLE COMUNITA' TECHNO

2.1 LA COLLISIONE TRA IL NOMADISMO HYPPIE E LE MODERNE COMUNITÀ TECHNO.

L'excursus sulla musica dei paragrafi precedenti contribuisce a meglio inquadrare origini e sviluppo della cultura rave che, parte da una "rivoluzione sonora" ancora in atto, per poi riflettersi negli ambiti più disparati. Mai come in questo caso il termine rivoluzione riflette perfettamente lo stato prodotto dalla nascita e dalla diffusione di questa musica che ha generato e indotto cambiamenti storici e politici di enorme portata.

Una delle influenze più forti della scena techno e della cultura rave è stata proprio quella controcultura psichedelica che, di rimando rispetto ai movimenti americani, e intrecciandosi con la storia locale inglese, ha dato vita a quel movimento di traveller inglesi, o nomadi della nuova era, che avevano come momento di socialità massima enormi gathering, chiamati fiere. Dal circuito delle fiere nacquero i free festival con una rete ben consolidata in cui trovavano luogo espressioni controculturali di tutti i tipi attraversando l'ondata punk -vedi partecipazione attiva dei Crass (1) - per arrivare a ibridarsi con le crew che organizzavano wharehouse party. (Macarone Palmieri, 2002)

(1): Gruppo musicale fondante il punk post'77, politicamente impegnato quindi antimilitarista, anarco-pacifista, vegetariano, comunitario.

E' importante ricordare che, in seno al caso inglese, il confine tra rave illegali , oggetto di questa tesi e rave legali - Rave commerciali, a fini di lucro, dallo spirito condizionato e plastificato dove ogni cosa sembra ricondurre ad un concerto rock, con tanto di sponsor ufficiali quali le ferrovie in Svizzera o le megamultinazionali delle bevande in Germania, e che attirano fino a quarantamila adolescenti a ballare ininterrottamente per quarantotto ore di seguito - è sempre stato piuttosto debole, tanto da rendere difficile una vera e propria distinzione. Una delle differenze tra le due frange raver consiste nell'origine delle stesse. Da un lato, il movimento raver nato dai club e, dall'altro, il movimento che trae origine dai megaraduni rock, i grandi festival musicali che si tenevano in luoghi particolarmente suggestivi (Stonehenge, Glastonsbury, Castelmorton, Camel - Ford.). Due peculiarità della Gran Bretagna hanno contribuito allo sviluppo di questo fenomeno alternativo e antagonista a quello dei club :

•  la presenza di travellers, ovvero di individui che avevano adottato uno stile di vita non stanziale (retaggio della cultura hippy) per scelta o a causa della politica thatcheriana che impose forti tagli agli house benefits;

•  il tradizionale svolgersi di festival rock di notevoli dimensioni in concomitanza a particolari ricorrenze naturali (festa della luna, celebrazione degli equinozi, ecc.).

I traveller, che una volta venivano definiti "convogli di hippy", o zingari, o semplicemente "nomadi", avevano risolto il problema del caro affitti e dell'insopportabilità delle costrizioni metropolitane girando costantemente per la nazione a bordo di camion-case o roulotte. Questo stile di vita è senza dubbio un'eredità della tradizione hippy, ma nel 1996 pare che ancora nel Regno Unito circa 500.000 persone abbiano deciso di vivere la propria vita da nomadi o semi-nomadi. Questo fatto costituisce di per sé un problema per il potere, per natura obbligato a controllare burocraticamente la popolazione, in quanto i nomadi sono una sorta di esercito pacifico senza fissa dimora, difficile da monitorare. Inoltre, la tendenza dei traveller della nuova era (o new age traveller), sintonizzata completamente con ciò che dice Hakim Bey in T.A.Z., di non rispettare i confini geografici stabiliti dal potere, ha causato continue violazioni di proprietà private soprattutto agricole e da pascolo, che spesso si trasformano in "accampamenti sotto le stelle" di decine di mezzi e centinaia di "tipi strani". Dalle parole di Jay Mutoid:

" I conservatori sono il partito della legge e dell'ordine e noi eravamo (.) un esercito di pazzi che se ne andava a zonzo, rifiutando tutto quello in cui loro credevano e incoraggiando altri ad unirsi. Era il periodo degli yuppie, era quello il modello che inculcavano nella gente, era quello che avremmo dovuto essere, ma noi eravamo esattamente l'opposto"(Lowe - Shaw, 1996, p.101).

I prodromi del fenomeno rave si possono quindi rinvenire nelle esperienze dei festival autogestiti degli anni ottanta : le "carovane" musicali dei neo-hippies che attraversano tutta l'Inghilterra e sono un'importante momento di aggregazione di tutti gli individui e i gruppi che praticano forme di resistenza o antagonismo nei confronti dei valori e delle regole dell'ordine sociale esistente. Le dimensioni e la frequenza dei festival incominciano però a preoccupare le autorità e nel 1985 a Beanfield (2) vi è una dura repressione da parte della polizia che si conclude con trecentocinquanta arresti, decine di feriti, gli impianti di amplificazione e i mezzi di trasporto gravemente danneggiati. Qui inizia la svolta che prelude alla criminalizzazione delle varie forme di aggregazione giovanile intrecciate alla musica e alla danza - e per converso, alla nascita in questo ambito di nuove controculture - fino al varo del Criminal Justice and Public Order Act (CJA) (3) nel 1994 contro i rave. Le disposizioni legislative impongono il divieto di riunirsi senza autorizzazione in più di dieci persone anche all'interno di uno spazio pubblico. Il rave è dichiarato illegale e per rave si intende una riunione notturna con più di cento persone in uno spazio aperto caratterizzato da musica (anche se il luogo è privato e la festa è organizzata con la partecipazione del proprietario). Per musica si intendono "suoni caratterizzati dall'emissione di una successione di battute continue". Vi è la possibilità di sequestro di tutti gli automezzi e delle attrezzature tecniche e non allontanarsi dal rave o dal festival, dopo l'intervento della polizia, è considerato reato penale (Goodman, 1995, pp.9-13).

(2): La battaglia di Beanfileld, 1 giugno 1985, fu un'imboscata da parte della polizia, a un convoglio hippy che si estendeva a perdita d'occhio in ogni direzione facendosi strada per il Wiltshire Downs, diretto a Stonehenge. Dove si svolgeva uno dei più importanti raduni/festival hippy intorno alle rovine druidiche, per il solstizio d'estate. I druidi erano i sacerdoti celti che furono sterminati dai romani in quanto pagani. Perciò, spesso, le controculture inglesi, soprattutto i neo-hippy, fanno riferimento a queste antiche figure per rappresentare il loro distacco dal mondo moderno, "imperialista", perché imperialisti furono i romani, e ai pagani, per indicare il loro distacco dal cristianesimo verso una concezione spirituale più vicina alla natura.

(3): Ovvero il maggior attacco mai portato alla libertà individuale, culturale e d'aggregazione del movimento inglese. Nel dicembre 1994 il governo Tory ha varato in Inghilterra il Criminal Justice Act, una delle misure più repressive nella recente storia inglese. Oltre a scontrarsi esplicitamente con gli squatter, i new age travellers e i raver, il CJA proibisce molte forme di protesta e cancella il diritto degli imputati al silenzio. Nasce come un programma di azione contro il crimine di vasta portata, che avrebbe dovuto riportare l'ordine sociale nelle province, ma di fatto ne esce come una criminalizzazione contro travellers raver e squatter, coi quali se la prende direttamente, e virtualmente con tutte le forme di protesta perché di fatto colpisce molte forme di dissenso legittimo (con le accuse di "assemblee sconfinatorie" o "sconfinamento aggravato"). Con il CJA il governo ha unito una quantità di singoli gruppi (come DIY, squatters, ambientalisti, gruppi per il diritto all'alloggio, animalisti e persino tifosi di calcio, tutti uniti sotto un unico credo) in un movimento crescente di dissidenti sempre più spinto a sfidare la legge. Il CJA mette fine alla politica tollerante verso le persone che vivevano in proprietà abbandonate od occupate, e autorizza i proprietari e i poliziotti all'irruzione violenta per lo sgombero, senza che gli inquilini possano essere avvisati e senza concessione di difesa prima di essere sfrattati. Nel suo insieme, il CJA costituisce un attacco alle fondamenta della nozione di spazio pubblico.

In risposta alle regole del nuovo ordine si formano le prime tribes che, con sound system installati su furgoni, organizzano clandestinamente i free party e i free festival in "zone temporaneamente autonome", applicando il concetto di rete di Hakim Bey con la creazione di collegamenti e di connessioni fra spazi fisici e canali telematici entro cui si compiono atti di pirateria e di appropriazione. Il rave diventa allora una zona temporaneamente autonoma, si fa incarnazione della profezia di Hakim Bey. Una zona che si sottrae alla normale planimetria urbana in cui le leggi della società sono sostituite da nuove leggi che scaturiscono dall'individuo invece che dallo Stato (inteso come istituzione che si auto tutela invece di tutelare chi dovrebbe rappresentare). Interessante in proposito la testimonianza di Spider, del Circus Normal, uno dei più grandi sound system del circuito dei festival, che è arrivato a subire sei condanne in dieci giorni per la sua attività nel campo della musica:

"Lo scopo del Circus normal è di fornire un ambiente per la creatività, espressa sotto qualsiasi forma. [.]I tempi cambiano e le cose prendono pieghe diverse, ma i festival tribali esistevano già secoli fa. Una delle cose più rispettabili sono le sale da ballo per il signor e la signora Normal, non è vero? Perché il ballo contemporaneo, e un rave è esattamente questo, deve essere trattato come qualcosa di diabolico?"(Lowe - Shaw, 1996, pag. 104).

La nascita della cultura rave si colloca fra le esperienze controculturali e le pratiche libertarie che si sviluppano in Inghilterra in opposizione al governo conservatore di Margaret Thatcher: squatter, traveller e raver compongono una costellazione mobile dai contorni indefiniti che esprime, in varie forme, il conflitto o l'estraneità nei confronti dei valori e delle norme imposte dal nuovo ordine del liberismo economico. Il fronte di resistenza è piuttosto frastagliato con modalità di lotta e di protesta che si dispiegano dai codici della sovversione simbolica ad azioni di antagonismo politico.

Durante il festival di Glastonbury, nel 1990, culture giovanili, fino a quel momento divise per ideali, si riunirono per celebrare la danza e la musica; i crusties, un gruppo di anarco-hippy-punk, diventati anch'essi dei travellers, a causa delle repressioni da parte del governo e conosciuti per i loro dreadlocks e vestiti apocalittici, ballarono insieme agli hippies, i suoni techno. Una cultura giovanile inedita vedeva la luce del giorno.

"I dreadlock, lungi dal rastafarianesimo, esprimono il tribalismo urbano delle scorie umane che fluttuano al sound della techno, così come i piercings sono i testimoni di un'avvenuta apoteosi tra corpo, metallo e tecnologia" (Macarone Palmieri, 2002, pag. 41).

La connotazione controculturale che il movimento dei rave ha assunto in Inghilterra si è però diffusa e radicata in maniera minore negli altri paesi europei: dalla Germania alla Francia, all'Italia esperienze analoghe a quelle inglesi appaiono piuttosto difformi; sono la continuazione di ciò che è nato in Inghilterra - in quanto quest'ultimo è l'unico paese in Europa ad aver generato questo particolare movimento legato alla casa e alla musica e alla propria tradizione di antagonismo libertario - ma trasformate dalle tradizioni del paese in cui attecchiscono. In Francia infatti lo stesso fenomeno si è espanso fino a diventare quasi di massa, ma qui hanno prevalso i contenuti ludici e i codici di trasgressione simbolica degli eventi.

In Inghilterra, nell'estate del 1991 i vecchi festival hippy iniziarono a diventare luoghi di musica rave. Nel 1992 il numero dei raver partecipanti aumentò a tal punto che non si vedeva così tanta affluenza dal festival del 1985 di Beanfield. Racconta Mark membro degli Spiral Tribe:

«"Forse il giorno più importante è stato quando portammo il sound system fuori da Londra, dove facevamo i rave party, per andare ai festival. Il primo festival a cui andammo fu per il solstizio d'estate del 1991 che, visto i giorni e il periodo, non si svolgeva a Stonehenge, ma in un posto più facilmente raggiungibile. Quell'anno fu a Longstock. Ero un'anima scettica fino a quel momento, ma mi successe qualcosa che non mi era mai capitato prima. Successe e basta. Non mi ero mai sentito energico come allora. Eravamo totalmente incantati dalla cosa nel suo complesso. Come un sound system Uscimmo dalla porta principale e non siamo ancora tornati.[.] Il week-end successivo andammo a un altro festival e poi a un altro ancora.Quell'estate eravamo sempre fuori. I week-end divennero settimane intere.[.] non c'è una vera e propria divisione tra noi e i vecchi "traveller" di Castelmorton. E' un'invenzione della stampa. E' stato dopo Castelmorton, (1992 , dove la polizia ha fatto irruzione e ha arrestato tredici membri degli "Spiral Tribe" ) dopo gli arresti e le azioni legali, che abbiamo iniziato a dichiarare a ogni organo di stampa che non c'era nessuna differenza tra traveller e raver.[.] La polizia riteneva che fossimo i responsabili per Castelmorton. Sette di noi dovettero presentarsi in tribunale dopo due mesi con l'accusa di molestia ma noi preferiamo chiamarla "nuova visione" pubblica. Alcuni ci criticano dicendo che abbiamo esagerato, fornendo lo spunto al governo per attaccare una cosa che altrimenti sarebbe andata avanti indisturbata, ma quello che abbiamo fatto noi è stato di creare un elemento catalizzatore. E se arrivano a chiederci di abbassare il volume, mi dispiace, non lo faremo! Alziamo il volume in ogni caso. Se hai voce, grida. Il nostro motto è "Fai un po' di fottuto rumore!"». (Intervista a Mark Harrison, Spiral Tribe, tratta da DECODER#7 ).

La cultura techno ha realmente fatto convivere le pulsioni nere (Chicago, Detroit..) e le periferie industriali bianche, ha negato definitivamente il bisogno di uno "spazio" per l'intrattenimento come la discoteca, scoprendo che c'era molto da imparare dai free festival.

La cultura techno è selvaggia , perché il party è sempre un'avventura e vi si scopre un nuovo modo di vita sulla strada nel quale i raver urbani "realizzano kerouac", è segreta perché non è una fenomeno di massa e perché al suo interno la scena ha i suoi linguaggi i suoi simboli e codici, e libera , perché contro il sistema, le sue imposizioni ingiuste, la tekno mette in piazza un modo di vita a parte, totale, autogestita, specie quando ritorna nelle mani di chi l'ha generata. La tribù tekno, i Mutoid Waste Company a Charing Cross a Londra, ma soprattutto gli Spiral Tribe (4), un'autentica comune "sulla strada", nata dalle case abbandonate e destinate alla demolizione nel quartiere di Brixton, fino ad arrivare a co-organizzare insieme ad altre tribes e i "vecchi" travellers, grandi eventi come il festival di Castelmorton, avvenuto sulle colline del Nord dell'Inghilterra, nel 1992. Uno dei più grandi illegal rave della storia, una settimana di psichedelia contemporanea offerta dagli Spiral Tribe, con 50.000 partecipanti, finì con un intervento risolutivo, il sesto giorno, da parte delle forze dell'ordine.

(4): Gli Spiral Tribe avevano e hanno una visione quasi missionaria ed evangelizzatrice della techno e dei rave. La loro missione era quella di fare una festa a settimana in tutta Europa per insediare il virus libertario della techno e connettere le scene. Questo è ciò che hanno fatto per tutta la metà degli anni '90 in giro per l'emisfero occidentale e orientale del mondo. Questo è ciò che stanno tentando di fare oltre Europa con il tour americano (aprendo la via a un convoy misto europeo/americano che continuerà il loro lavoro) e con quello asiatico tramite "Sound Conspiracy". Gli Spiral Tribe oggi sono diventati oggetto di varie mistificazioni da parte delle generazioni successive di anime inquiete alla ricerca delle loro tracce.

Ritornando nei meandri "sotterranei" della cultura marginale, la cultura techno nata dalle pulsioni nere in America esplode nuovamente grazie allo spirito del ghetto in Inghilterra e alle politiche innovative di appropriazione del territorio che qui si attuavano, infatti nasce la jungle music : la techno è arrivata a "contaminare" persino la spiritualità del reggae.

Il rave , per uscire dal culto sotterraneo dei DJ di Chicago e di Detroit, aveva bisogno di essere espressione di una vasta comunità, che avesse al suo interno elementi di cultura della strada (i travellers ), un certo gusto per il rituale e un'aspirazione all'espansione dell'area della coscienza. Trovò, quindi, terreno fertile in questa Inghilterra già carica di tensioni sociali. L'Inghilterra della politica dei tagli all'assistenza sociale, della privatizzazione dei servizi per una mutata politica economica, della disoccupazione giovanile, delle corrispondenti battaglie sociali anche violente, del degrado della qualità della vita. L'Inghilterra degli squatters (5).

(5): Da Squat: spazi occupati ad uso residenziale da comunità di attivisti, piuttosto che da homeless, che soddisfano il bisogno immediato di abitare. Il termine squatter, ormai ampliamente utilizzato anche in italia, indica l'occupante abusivo, e deriva dal verbo inglese to squat, accucciarsi a terra, intesa come pratica di resistenza passiva e dunque come occupazione temporanea del suolo a scopo dimostrativo; nel suo significato il termine si avvicina più a quanto Hakim bey chiama Zona Temporaneamente Autonoma che all'idea di centro sociale, e cioè all'idea di un luogo che diventa punto di riferimento culturale e politico della città.

Infatti bisogna evidenziare la particolarità tutta inglese di denominare le feste techno col nome di squat party , mentre il termine rave è usato più per connotare uno squat party più grande, al quale partecipa molta più gente; quindi si ha una distinzione di tipo numerico. Ma il termine squat party oggi ha la funzione di distinguere (solo nell'ambito inglese) anche, le feste illegali da quelle legali, le feste techno dalle feste goa-trance (a Londra chiamate "party"), e i festini piccoli (organizzati negli squat, anche se di grandi dimensioni) dai veri rave (nei capannoni o in grandi aree industriali o naturali) dove si uniscono più sound system per una festa che dura anche più a lungo.

La techno, musica che riesce a far convivere le vecchie controculture con quella che i tedeschi E.Neubauten definiscono la "disgregazione di nuovi edifici"(le nuove controculture), diventa la "musica folk metropolitana". Musica della strada, con i DJ cantastorie urbani, le discoteche ormai inadatte a contenere il suono che si identifica sempre più con una insoddisfazione esistenziale profonda, che inizia a esigere una fuga dal quotidiano.

In questo modo si è sviluppata lentamente una grande, eccitante collisione tra due "tribù" disperatamente alla ricerca di un altro pianeta. In USA la mitologia del "free festival" non era mai scomparsa grazie ai Grateful Dead, protagonisti dei primi happening, nonni degli attuali rave party. Li chiamavano "Acid Test". Un punto di rottura che le tante "rivolte" non avevano mai intaccato e che sedusse immediatamente la neonata "nazione techno", operando quella collisione tra il nomadismo hippie e le moderne comunità techno , espressa col nome di "zippies" da parte della stampa. Si attua così una solidissima connessione tra le due culture acide, cioè tra l'antica cultura psichedelica e la nuova cultura techno-acid. Attraverso la techno, dunque, riemerge e si rivitalizza una concezione spirituale e psichedelica dell'aggregazione giovanile.

"se volete chiamarci traveller fatelo, ma siamo una nuova specie. Molti di noi provengono dai ghetti di grosse città, siamo diversi da loro. Loro sono più attaccati alle loro sostanze, noi al nostro vinile. Per anni non ci sono stati altro che fricchettoni, ma, soprattutto dopo Beanfield, sono rimasti lì dove erano. Molti erano spariti e nessuno aveva il coraggio di portare un sound system in un campo e farlo pompare per giorni e giorni. I sound system hanno riportato i traveller in pista, mentre i fricchettoni cosmici antirave stanno lì seduti a borbottare e lamentarsi della musica rave. Ma la gente si era addirittura dimenticata che i traveller esistessero." (Simon dei Bedlam, in Lowe-Shaw, 1996,pag.148).

Le due scene sono unite dal fatto che diversi gruppi di persone si ritrovano per avere un'esperienza profonda in presenza di musica. Entrambe sono insieme popolari ed esclusive, spesso fuorilegge e orientate alla ricerca di uno stato modificato di coscienza.

La musica ha uno straordinario effetto karmico su tutte e su ogni persona che vi entra in contatto. Va nei regni dello sciamanismo. Ci puoi chiamare technopagani, o come vuoi, ma quelle della techno sono davvero delle energie fondamentali. "Spiral Tribe" è un concetto che prova a togliersi le etichette proprio essendo "Spiral Tribe", tutti, il tutto è intercomunicante. E ora è un grande momento. [.] A Castlemorton abbiamo fatto sei giorni non-stop. A Camel-Ford nell'agosto del 1991 quattordici giorni, ventiquattro ore su ventiquattro. Sperimenti un'esperienza di un mondo che non sapevi esistesse. Il sole tramonta e la luna sorge, vedi il mondo che gira. Il mio record è di nove giorni senza dormire. E' una cosa sciamanica. (Racconto orale di Mark degli "Spiral Tribe",tratto da DECODER #9 )

La funzione della techno dunque è di creare un continuum temporale, che trasporti in uno stato di trance, in cui ogni brano diviene una singola battuta e viceversa, portando il danzatore a sincronizzarsi su ritmiche transpersonali, che lo avvicinano a quel senso di unione, di Unità, che sta alla base di ogni rituale, di ogni ricerca profonda.

Grandi folle, nelle quali l'individuo si immerge in una mente di gruppo, in un'identità collettiva che sottolinea ancora di più la consapevolezza del "momento presente" (P.Pacoda, 1998, p.40).

2.2 IL CRIMINAL JUSTICE ACT

Grazie Inghilterra, grazie Thatcher, e soprattutto grazie Spiral, senza di voi niente sarebbe arrivato.

Nel 1993 a Londra, a causa dell'aggravarsi della crisi economica e della mancanza di lavoro, ci sono state tremila occupazioni di case che hanno coinvolto non solo la popolazione giovanile, ma ampie fasce del mondo adulto. In questi quartieri sono stati organizzati molti rave - a Londra, in alcune sere, si svolgono cinque o sei feste illegali a cui partecipano dalle trecento alle mille persone - anche perché gli ideatori e i promotori dei party vivevano fra gli squatters, insieme a superstiti di comunità hippy che periodicamente gestivano raduni e festival musicali; una grande occasione di incontro per tutte le realtà controculturali come i nuclei nomadi dei travellers in perenne viaggio. In questi ambienti avvenne il "passaggio tra la scena rave e la sottocultura "crusty" e "la fusione della natura con la tecnologia, del passato con il futuro (Santarelli,1995, p.273), dando al rave la forma e il significato di una comunione mistica cyber (.) e attirando nei free festival migliaia di ravers urbani (Del Ferraro, 2001). I sound system e i nomadi della nuova era hanno dato una concezione più postmoderna e rinnovata ai festival/raduni ambito della socialità hippy: è cyber-primitivismo, è free party.

"Se i punk decostruivano i codici della cultura globale mescolando icone politiche e tentazioni pop, i raver giocano con i codici di tutte le controculture mixandoli a loro piacimento [.] Se gli acid punk sono stati esplosione, colore, smile deflagrati, i teknopunk si autorappresentano con nero e argento, rasature e piercing. Il nero diventa la negazione della scena techno commerciale, le rasature sono il taglio al superfluo dei capelli nel postmoderno avanzato [.]" (Macarone Palmieri, 2002, pag. 41).

Finita la House e l'extasy, gli "smile" fluorescenti, che erano diventati icona della cultura acid, finite le serate troppo care per i portafogli. Le porte della percezione si aprono per BPM, speed (un'anfetamina) e LSD verso un mondo metallico, post-industriale, decadente e demolito. Le tenute sono nere, non più colorate o fosforescenti, com'erano nell'House e negli acid parties, le teste sono rasate, la tela mimetica protegge le casse acustiche. Gli Spiral inventano nei loro camion il loro marchio di fabbrica, una trance psichedelica che attirerà in un avvitamento a spirale le menti dei loro seguaci assuefatti in tutta l'Europa. La carovana dei mezzi pesanti eterocliti fa ricordare un altro bus celebre: il Merry Pranksters, che attraversava l'america al ritmo dell'LSD negli anni sessanta. La differenza tra adesso ed allora è che gli hippies cercavano di fuggire dal mondo isolandosi attraverso la dimensione del viaggio, mentre gli Spiral contro la Thatcher e le sue imposte ingiuste, i conservatori, la routine, il sistema, mettono in piazza un nuovo modo di vita totale, autogestita, che ispirerà tutti gli altri sound systems e delle migliaia di ravers.

Gli Spiral Tribe, nel giugno 1991, tracciano la strada, diventano "zingari della modernità", praticano uno stile di vita libertario vivendo a bordo di camion o autobus attrezzati a casa, per tutta l'estate attraversano la campagna inglese: Hampshire, Devon, Surrey. A ciascuna delle loro tappe fanno dei nuovi adepti che prendono la strada, attirati dalla promessa di una rivoluzione, spostandosi di continuo e compiendo occasionali violazioni di proprietà private. Ma in Inghilterra la violazione temporanea della proprietà privata - trespassing - era configurabile come un'infrazione prevalentemente di tipo amministrativo fino ai provvedimenti legislativi del CJA (6). Secondo l'interpretazione dei travellers, per ottocento anni in Inghilterra, la violazione di proprietà privata, il "trespassing", è stata considerata come un'infrazione di tipo civilista e configurabile più come una disputa tra individui piuttosto che come un crimine contro la società. Infatti, fino al momento del CJA, i tentativi di limitare le occupazioni o le migrazioni di automezzi o le feste in un campo, sono stati sempre difficoltosi per le autorità che hanno dovuto trovare scappatoie legali per intervenire, perché non era considerato reato camminare o attraversare la terra di qualcuno o entrargli in casa, a meno che per entrare si sia commesso uno scasso o si siano prodotti danni o altri reati specifici, come il furto.

(6): Il CJA è l'ultimo atto di un governo impopolare che si propone come un partito sostenitore delle imprese private della legge e dell'ordine. Le sue leggi sull'ordine pubblico, i poteri di polizia e la criminalità attaccano le libertà civili, incrementano l'oppressione del povero, puniscono il giovane e espandono la definizione di fuorilegge per includere chiunque persegua qualsiasi tipo di protesta. Il CJA ha aumentato i poteri di polizia di fermo e perquisizione, ha introdotto leggi apposite per gli squatters, ha aumentato i poteri di polizia di acquisizione di campioni corporali delle persone fermate per la conseguente schedatura, di acquisizione di mandati per operazioni di polizia e ha eliminato lo stesso diritto degli imputati al silenzio, ha provocato la totale repressione di travellers e raves, ma anche la cancellazione di molte forme di protesta pacifiche.

Se la polizia ha ragione di credere che un qualsiasi individuo stia partecipando ad una riunione o ad un raduno che possa creare danni alla collettività, allora questi può essere allontanato sotto la minaccia di tre mesi di carcere o di una ingente multa. Se la polizia sospetta che si stia organizzando un rave può far allontanare i partecipanti e sequestrare le strumentazioni. Il CJA ha criminalizzato molto dei diritti fondamentali dell'uomo: il diritto al silenzio, il diritto alla protesta, il diritto ad uno stile di vita non stanziale, il diritto di fare festa e tutto ciò aumentando il potere della polizia di fermo e di prelievo di campioni intimi e non, ledendo la privacy dei cittadini. (C.J.A., in Lowe, Shaw, 1996).

Una tale carovana crea disordine, e aggiunta ai tanti travellers britannici, essenzialmente composti da classi medie spinti a prendere la strada in roulotte o furgoni dalla povertà, e fedeli alla loro parola d'ordine " make some fuckin' noise ", la Spiral Tribe non ferma mai la musica. I loro figli sono stupiti di scoprire un nuovo modo di vita sulla strada. Ma l'avventura diventa troppo rumorosa, la polizia inizia ad intromettersi, nel 1992 la polizia irrompe ad un party spostando un muro con un bulldozer. Arriva maggio, data del free festival dell'Avon, uno degli storici free festivals hippy. Tutto è previsto dalle autorità perché i travellers non possano raggiungere il loro sito abituale, ma seguendo la ricetta divenuta regola, il convoglio si ferma semplicemente in un dipartimento vicino, e si piazza a Castelmorton, Worcestershire. C'erano il DIY, sound system predecessore degli Spiral, ma anche i Bedlam, Circus Warp, Circuì Lunatek, creati da ravers ispirati dai sound system più vecchi. La BBC, una radio inglese, apre una diretta di 20 ore sull'assembramento, informando così tutti i ravers del paese. In seguito all'avvenimento, gli Spiral sono accusati di "disturbo dell'ordine pubblico premeditato", e il loro materiale è confiscato. Ma non si fermano. Durante i mesi del loro processo, che vinceranno, essi riescono comunque ad organizzare una festa nel cuore del simbolo del governo Thatcher, a Canary Wharf, sugli antichi Docks londinesi trasformati in uffici dalla "Lady di ferro". E soprattutto, lasciano una traccia nelle lotte sociali. Al loro fianco, altri collettivi sfidano il potere tory: Desert Storm, Total Resistance, Exodus. Ma gli Spiral non hanno più voglia di battersi contro la Thatcher, lasciano gradualmente la Gran Bretagna, prima ancora che venga votato il Criminal Justice Act, dai conservatori, contro, tra gli altri, travellers, ravers e squatters.

La repressione quindi si fa subito strada e prende la forma nel "Criminal Justice Act" (CJA). Varato nel 1994, in Gran Bretagna, dal governo Tory il CJA,

«permette alla polizia di proibire assembramenti su territorio pubblico o privato, [.] che può allontanare gli individui che vi partecipano sotto la minaccia di tre mesi di prigione o di una multa di 2.500 sterline»(Natella, Tinari, 1996, pag. 93).

Un vero e proprio pacchetto di leggi speciali, nelle quali è abolito il concetto di trespass , il CJA colpisce esplicitamente i rave. In primo luogo il CJA agisce come vero e proprio spartiacque della scena techno; momento che trasforma e da' un impronta internazionale ai raves illegali e li esporta in tutto il mondo insieme alla secessione delle tribe inglesi in fuga dall'Inghilterra. Da questo momento nascono veri e propri techno-raduni periodici nei quali si ritrovano tribes e raver che arrivano da tutta l'Europa in carovane di mezzi-abitazione: i free party della nuova era, i teknivals. Gli Spiral sono già in Francia, ma dappertutto in Europa, anche quella dell'est, nascono nuove tribes.

In secondo luogo con il CJA si forma una rottura quando la repressione della polizia costringe una parte di organizzatori a scegliere la clandestinità per i loro raves. Il luogo del rave è allora divenuto significativo sul piano sociale ed estetico. Si fanno più chiari allora i due paradigmi della techno:

•  La techno direttamente derivante dalla linea della dance music e che è destinata ad essere ascoltata nei club. Le correnti techno che concerne sono quelle che restano vicine all'House ( garage, deep ) e la techno americana della fine degli anni ottanta. Musicalmente, è la parte più tradizionale dal punto di vista del suono, e quella più popolare. Il rumore non è ammesso, e le melodie prevalgono.

•  La techno la cui storia è segnata dal rifiuto dei club: (hardcore, acidcore, tribetekno, hardtekno, goa e trance). Queste musiche sono legate al fenomeno del rave illegale. Questa distinzione è essenziale perché la situazione del rave è completamente specifica da diversi punti di vista, principalmente quanto alla concezione della musica. Il fenomeno del rave è una novità nella storia della musica occidentale, e le musiche che vi sono diffuse sono giustamente le più innovatrici in termini di rumore. Un certo numero di ravers assimilano techno e rave, considerando che l'essenza della musica è impercettibile fuori dal contesto della festa. Se gli americani hanno inventato la techno, gli europei hanno inventato il rave e i teknival.

Quest'ultima corrente costituisce un fenomeno specifico: porta i ravers a percorrere molti chilometri per andare a fare la festa gratuitamente in uno spazio liberato, al fine di fuggire la legge, presenta un carattere poco comune e implica a mio avviso un volontarismo più affermato che gli altri tipi di "serate" techno. Non sono da dimenticare le caratteristiche di segretezza degli eventi, perché questo è un movimento invisibile, in penombra, e l'importanza che riveste la clandestinità di queste feste, un membro degli Spiral Tribe ne riassume bene lo spirito:

"Noi siamo dei pirati, dei fuorilegge, ma non dei terroristi. Noi vogliamo solo far sognare la gente trovando loro dei luoghi, come spazi simbolici industriali abbandonati, e accompagnandoli in un trip musicale. Noi siamo i nuovi sciamani della trance techno" (Colombiè, 2001, pag.15).

Egli traccia la controcultura e insorge contro il materialismo e l'individualismo:

"Io non sono felice di vivere, ed è per questo che si fanno i parties, è per denunciare tutta questa imbecillità, perché l'indomani la gente si risvegli e dicendo: ma guarda, sono tutti ottusi!" (Spiral Tribe, in Colombiè, 2001, pag.15).

In terzo luogo il CJA ha un ruolo importante nella fusione della controcultura inglese. La repressione ha paradossalmente unito, ha avuto un effetto contrario a quello auspicato; e la polizia inglese ha dovuto ricorrere a dei mezzi molto importanti per domare il fenomeno dei raves clandestini.

L'influenza ideologica più determinante all'interno dei raves illegali infatti viene dal regno unito, grazie al movimento "Do It Yourself" (DIY), messo in relazione alla controcultura del free party grazie alla repressione scagliata dal Criminal Justice Act contro diversi di gruppi controculturali. Senza corpo di dottrina, senza struttura centripeta, il DIY è una costellazione di organizzazioni, di associazioni e di attivisti diversi che hanno optato per un modo di azione diretta, una cultura dell'immediato, di autonomia per cambiare la società senza mai passare dall'establishment, le istituzioni o i partiti politici. Il DIY ingloba di fatto tutte le azioni politiche e culturali che si svolgono fuori dal circuito economico capitalista e senza l'aiuto dello stato, il free party ne è un esempio.

Nel 94, il 9 Ottobre, quando il Criminal Justice Bill stava per entrare in parlamento e trasformarsi in Act, ci fu una grandissima manifestazione che provocò agguerriti scontri con le forze dell'ordine. Ma la firma della regina arrivò comunque il 3 Novembre e l' Act diventò operativo sull'intero territorio britannico nell'Aprile '95; da quel momento la contestazione si sviluppò in azioni creative ed informative come fanzines e panphlets , o feste troppo ben organizzate e di massa per consentire l'intervento della polizia: come il " Reclaim the streets " e gli " street party ".

Questi ultimi figurano tra le più recenti eredità culturali lasciateci da parte dei progenitori della tekno people, insieme al movimento DIY; " reclaim the streets " è una "non organizzazione" a risposta contro il CJA, sorta nel 1996, che proponeva forme di protesta e d'aggregazione che avevano a che fare con l'occupazione di spazi metropolitani, dai blocchi stradali di centinaia di ciclisti ( Critical Mass ) che semplicemente pedalavano in mezzo alla strada producendo enormi ingorghi di auto, agli street party come quello organizzato nel '96 in mezzo all'autostrada M41, bloccandola completamente e con la piantagione di alcuni alberi nel manto stradale, opportunamente forato, e la partecipazione di 6000 persone. Una trasformazione dei cortei e delle manifestazioni di protesta in forma postmoderna e danzante grazie all'aggiunta dei sound system nei cortei che sfilano sparando musica dalle casse e dietro di essi una massa di gente che balla e trotterella dietro ai carri.

La degenerazione del movimento "Reclaim The Streets" portò alla storica love parade di Berlino e le sue tante riproduzioni nelle città d'Europa, risultanti dalla commercializzazione delle prime street parade inglesi spogliate dalla loro anima "di protesta", e trasformate in "non-convenzionali" techno- carnevali, sulle strade principali delle città.

Per effetto della nuova normativa, di conseguenza, molte delle tribes che organizzavano queste feste illegali nel paese furono costrette ad abbandonare il paese. Il Criminal Justice Act, legislazione ultrarepressiva, concerne la costruzione di un database genetico dei soggetti da questo colpiti attraverso analisi del sangue, sperma, urina, capelli, tamponi in orifizi orali-anali, calchi di denti, mani e piedi; la possibile schedatura genetica spinge quindi la "travelling nation" oltre manica.

Questo abbandono forzato divenne l'espediente per diffondere il virus techno in tutta Europa.

«La techno è un virus, una malattia contagiosa. Peste bubbonica dell'industria discografica, che nei rave non trova capi carismatici o gli eroi della chitarra, quei volti riconoscibili e indispensabili per vendere i prodotti. Cancro maligno delle lobby dei padroncini delle sale da ballo, che vedono sempre più assottigliarsi la pattuglia dei clienti in cerca di trasgressione a buon mercato, morbosamente attratti più dall'atmosfera maudit che circonda i party clandestini» (Salvatore, 1998, pag.23).

L'attecchimento dell'infezione techno-sovversiva in terra di Francia esplode in una scintilla di furore brado, pregnando lo scenario francese di un attivismo digitale controculturale ancora più forte di ciò che si era lasciata alle spalle in Inghilterra. Il network si espande a macchia d'olio attraverso un emozione violenta ed elettrica che connoterà la scena francese come fulcro fondamentale del movimento hardcore e hardtekno a livello mondiale, con proliferazione di distribuzioni ed etichette indipendenti come "network23, mobile squat base, explore toi, radio bomb etc.." e fanzines (7), di cui, una su tutte: "TNT". Si formano posse organizzatrici di raves illegali e le prime tribes francesi, si inoltrano spesso in percorsi di nichilismo, stupidamente motivati dalla ridondante retorica della scelta  di rifiuto totale, in cui o si sceglie di essere dalla parte di chi aggredisce e ruba alle feste o si viene derubati e aggrediti. Ciò rimanda  ad una prospettiva parallela tra ciò che e' stato l'hip hop "old school" e la sua svolta gangsta (c'e'chi intravede un futuro di scontri armati tra tribes come lo e' per le gangs ). Non a caso  la Francia  ha una scena hip hop molto radicata che riflette per altro i conflitti etnici  e le repressioni poliziesche più violente  su uno spazio politico-sociale fondatore dei diritti universalistici quali libertà uguaglianza e cittadinanza per " ius soli ". Fortunatamente la linea degli OQP (prima tribe francese ora non più esistente poiché integrata di SOUND COSPIRACY; composta inoltre da FACOM, nati da Kaos e dalla costola musicale creativa degli Spirals, e dai TOTAL RESISTANCE e altre libere adesioni), non rappresenta tutta la scena francese. Marsiglia è uno dei centri propulsivi più forti insieme a Parigi e alla Bretagna.

(7): Contrazione di fans - magazine, rivista periodica autoprodotta a contenuto prevalentemente musicale.

"La TRAVELLING HARDCORE NATION innesca un processo cancerogeno a catena: UBIK, METEK, FURIOUS, CORROSIVE, TEKNOKRATS, IMPAKT, TKO, U.F.O., KAMIKAZE, ARCHITEK, ACIDBLAZE etc... sono alcune tra le infinite sigle in cui l'ardore di un futuro libero da una società postmoderna che impone il consumo informazionale come unico strumento di appagamento, spinge i motori dell'azione presente nell'evocazione di kaos analogico-digitale. I loro organismi interni, con linee di confine molto flebili rispetto alla definizione di esterno (il concetto di spirale), si compone e scompone in continui "melting points"; processi di ri - miscelazione di gente che si sposta da una tribe all'altra portando stimoli e prospettive sempre nuove. La sete di una vita libera attraverso la forma immediatista della festa, spontanea, orizzontale, come decostruzione di tutte le precedenti forme comunicative gerarchiche, va ben oltre le espressioni, oramai limitative, di una notte proponendo agli iniziati  la scelta più radicale in un continuum spontaneo: l'abitazione mobile del  suddetto futuro  nello smagliamento dei concetto di spazio e tempo". (Macarone Palmieri, 1999)

Le TEKNIVAL SEASONS respirano i loro primi crepuscoli nel '93 proprio in Francia. Cito testualmente DATACIDE, noise - zine prodotta dall'etichetta indipendente PRAXIS, una delle pochissime voci testuali che propone techno teoria per delinquenza giovanile:

"teknival was started by the Spiral Tribe in the summer of '93, the first being heldon the 23rd of july at Beauveais, in the northern France. The idea behind it, as the name suggest, is an indipendent free festival of techno music and art. The outdoor - no door- policy, means an open invitation for all to partecipate. As you would expect such a party principle  proves very popular & the concept  has spread europe-wide. Escalating on all fronts....now as in the future, with ECC's  new monolitic bureaucracy  poised to take control & the power drunk capitalistic system holding the world to ransom, teknival has became something of a haven and testing ground  for new ideas....." (8)

(8): Datacide, fanzine prodotta dall'etichetta indipendente PRAXIS, edita da Praxis frontline

I teknival  storici di apertura della stagione si sedimentano nei primi di maggio nell'oltre -banlieue parigina (sebbene ora si siano anticipati e moltiplicati  spazi e tempi) e a giugno nel posto più esoterico della Francia: la Bretagna (dove peraltro il link con l'Inghilterra si fa più forte).

L'espansione rizomatica del counter-network e' immediata spaesandosi, attraverso la metafora e la pratica del trespassing, nelle angolazioni più sperdute di Europa fino ad attraversare l'atlantico ed approdare in terra statunitense. Le vibrazioni di kaos ontologico, fiorite in  breakbeats psicogeografici, arrivano a toccare le terre di nessuno per farle di tutti. Fervide espressioni di lisergie libertarie contro le sedimentazioni rituali delle liturgie identitarie.

TEKNIVAL: ALL TERRAIN RAVE >>come immagine risonante di pubblico disordine.

PUBLIC NUISANCE >>come gioco di parole nella produzione di pubblico rumore e di "new sense" o nuovo senso costruito attraverso pratiche di occupazione ed autogestione in  aggregazioni libere e celebratrici del disordine.

GOING ALL WAYS >> come pratica inarrestabile che invade di rumore vitale i non luoghi su continente europeo. (Macarone Palmieri, 1999)

Nel 1996, magia, onde sonore e guerra si riuniscono  oltrecortina dove gli stormtrooper del futuro approdano ad Hostomice nella repubblica ceka, occupando per 5 giorni di seguito una base abbandonata di mig   e dando vita alla scena tekno "post cortina comunista". Le testimonianze si hanno direttamente dagli occupanti (sebbene c'e' chi dice che la scena si sia formata nel '93) :

"Hostomice is the biggest UNDERGROUND free techno-house festival in the Czech Republic. In Hostomice 96 there was 9 places to dance, about 13 thousands people with feeling to dance. Everywhere was realy hard sound, typical for Hostomice, firejugglers, virtual projection thunder from two big circus tents which had about 40 kiloWatts sound systems. You could choose from jungle, trip-hop, techno, trance, goa, house, gabber, hardcore, hardtrance and other. There was about 15 sound systems-for example famous SPIRAL TRIBE 23, BEDLAM, TECHNICAL SUPPORT, PLAN B, CIRCUS ALIEN, MUTOID WASTE... Theycame on scrawled military vehicles with wheels taller than 1,5m. On Friday, they turn-up their motor-generators and start making non-stop 60-hours thunder. The sound was a little over-excited, but people was happy and it was all the same to them. By day was too hot to dance, so a lake slowly fills with people, their dogs and small babies. Spiral tribe love music so much, that they take loud-speaker seven to this lake. They waking up sleeping bodies which lies in the shade under the trees. Inertia falls with the setting sun. People slowly get up and go to their cars, ready to overnight dance"(In Datacide, Praxis).

E' questo il tipo particolare di rave in analisi in questa tesi, il free party; quello lontano dal club che è esploso come fenomeno assolutamente underground illegale e importato dalle tribes inglesi in fuga. Scrive Reynolds:

«Nell'impossibilità di agire in Gran Bretagna sul fronte dei party gratuiti, un'altra fazione degli Spiral Tribe si trasferì sul continente, dove la polizia tendeva ad essere più tollerante.[.] come altri sound sytem itineranti, gli Spiral percorsero l'Europa, portando il loro " teknival " in Italia, Austria, repubblica Ceca, Ungheria e Francia.» (Reynolds, 1998, pag.196).

Nel nord ed est Europa, l'approccio governativo è stato quello della istituzionalizzazione, Svizzera, Olanda e Belgio hanno preferito adottare leggi più permissive sul prolungamento delle ore di apertura/chiusura dei locali, sulla vendita degli alcolici e più tolleranti sull'uso di stupefacenti al fine di rendere visibile e quindi circoscrivere un fenomeno che, se latente (o illegale), causerebbe molti più danni alla collettività. Qualche dubbio sulla presunta "civiltà" ed apertura di questi paesi diventa spontaneo allorché si considerino gli ingenti interessi economici che si celano dietro queste manifestazioni musicali.

"Si pensi ad esempio alla Love Parade di Berlino, alla Street Parade di Zurigo (o ai vari e minori emuli europei): la quantità di denaro che affluisce in queste città ai negozianti, agli albergatori, ai ristoratori e indirettamente alle casse statali può essere considerato un incentivo a sopportare la vista di milioni di "giovani sballati" che si riversano sulle strade principali" (Denti, 2001).

Nonostante l'apertura, la disponibilità al compromesso di alcuni Stati europei, rimase e rimane cospicuo il numero di eventi illegali tenuti in questi paesi indice del fatto che la scena underground non sarebbe morta tanto facilmente. Fermo restando, le tante cicliche normalizzazioni, intese come riassorbimenti di situazioni devianti nella normalità, il movimento illegale è sopravvissuto e sembra destinato a far parlare di sé ancora a lungo.

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