DIARIO DEL MESE SUL '77: "Se io avessi previsto tutto questo" - BIMESTRALE -148 PAG. - 9,90€ con dvd

Alcuni anni sembrano più importanti di altri, il '77 forse piace tuttora perché la violenza continua a far breccia nei nostri nervi ottici, più per spettacolarizzarne il fenomeno che che per approfondimento, forse piace un po' per invidia per quella sana incazzatura contro il potere visibilmente corrotto e violento, oggi velato dal buonismo mediatico. Piace perche le discussioni erano animate, estreme, critiche, oggi vivono di uno spirito decerebrato nei processi da bar televisivo.
In questo bel numero verde di Diario bimestrale, rivista presente in edicola nella più solita edizione settimanale, ci possiamo rinfrescare la memoria con alcuni episodi del recente passato, tutti accaduti in quel fatidico anno. Tra questi i crimini del potere argentino; meno noto ai più giovani è l'episodio del suicidio di massa dei 911 adepti della setta del Rev. Jim Jones, nella Guyana, fatto che per il suo carico di conversione e forza di convincimento batte sulla distanza anche i moderni kamikaze islamici da metropolitana.
Poi il compromesso storico, che avrebbe permesso agli italiani di bere l'acqua santa democristiana alternata ad un rosso di media fattura; il povero Moro lo piegarono per sistemarlo in una R4, il resto è storia fino ai nostri giorni, quando il compromesso si compie realmente nel Partito Democratico, cosa che suona come il sangiovese allungato con l'acqua del rubinetto.

E’ una carrellata di personaggi fissati nell’immaginario politico, filosofico, culturale anche dei tempi attuali; Sartre, in Italia con Simone de Beauvoir, venne intervistato da Lotta Continua in merito al rapporto tra gli intellettuali e il partito / stato / potere.
Prestandosi anche ad una lettura frammentata, saltando di articolo in articolo, i musicofili balzino subito alle pagine dedicate al punk ma resteranno alquanto delusi, il taglio è del tutto fashion-oriented, ne emerge una visione del punk parziale, tra spilla da balia, creste ed una rabbia canalizzata e digerita. Dato il taglio culturale e politico della rivista si poteva trattare meno il fenomeno della moda, concentrandosi più su ciò che rappresentò il punk in termini musicali e soprattuto sulle pratiche di autogestione e autoproduzione che da questa sottocultura giovanile sono emerse.
Ho sempre seguito poco o nulla il r'n'r puro, chiedo venia,mi era quindi sfuggito che Elvis fosse morto (nel '77, ovvio) a causa di un panino, farcito con "un vasetto di burro d'arachidi, uno di gelatina di mirtillo e una libbra di croccante pancetta fritta".

Il materiale sul ’77 in edicola e libreria è abbondante, il commercio vive anche di anniversari; questa edizione è importante soprattutto per il dvd allegato: due documentari, girati da Antonello Branca, a suo tempo trasmessi sulla rete RAI, di un bel bianco e nero pre era telemarketing variopinto, che presentano vicende tragiche in due diverse realtà italiane: Napoli e Milano.
Nel capoluogo campano apre la scena un panorama desolante su fabbriche che scorrono, Napoli 30 anni fa era a tratti una città del terzo mondo. Cosi almeno traspare da un degrado con elevato tasso di mortalità infantile da renderla migliore solo al Guatemala. Degrado umano nella gestione della cosa pubblica che rinuncia al proprio dovere, causando un elevato dissesto del territorio e condizioni disumane nei luoghi di lavoro. Una realtà mal governata anche per soddisfare interessi coltivati nelle imprese del nord che, non solo a Napoli, hanno trovato fonte di ricchezza a spese della disperazione altrui. Donne paralizzate dall'inalazione dei solventi per massacranti turni di lavoro, dall'alba a sera inoltrata. Piccola, grande riflessione per il precario moderno, con uno spettro di fronte, tornare indietro è sempre possibile. Pare di avere di fronte un'umanità di pazzi e non è di conforto pensare che qualcuno in un lontano futuro penserà lo stesso di noi.
11 anni, al mattino a scuola, poi la fabbrica fina alle otto, nove di sera, condizione comune per mantenere la famiglia. Termina con tammuriata, medley di mandolino, tra "'o sole mio" e "bandiera rossa", nei nostri tempi infetti è una momentanea terapia.

Secondo documento video: è il turno di Filomena che trascorre in collegio l’età dai due ai tredici anni, con le suore che la crescono a schiaffoni finchè poi decide che gli schiaffoni glieli deve restituire; fin qui siamo tutti con lei. Poi la fuga a Milano a sedici anni, catturata e spedita a casa si becca la reputazione della puttana e le promettono in matrimonio un cieco con due figli perché ormai è disonorata, a diciannove il buco.
Oggi non sanno fare altro che scassarci i maroni con i documentari sui faraoni e i dinosauri. In edicola oltre ai porno l'Italiota oggi ha l'occasione rara di mettere mano ad un dvd e rivista che sono in grado di movimentare un poco l'encefalogramma. Quindi tocca ad Antonio, vivono insieme, si bucano insieme, vivere a Milano è difficile, a metà anni '70 gli affitti sono alti... Mi viene da dire "sti cazzi". Recupero la calma razionale e seguo il percorso logico della scimmia che li consuma giorno dopo giorno. Come andrà a finire non si può dire ma quelli di diario i personaggi dei due documentari li cercano anche oggi, potrebbe essere l’origine di una caccia all’uomo benevola, per un’ulteriore testimonianza.

Per quanto fu anno duro, estremo, violento, contradditorio, si scorge in questa breve selezione di eventi e personaggi del '77 una differenza tale con i recenti anni da credere che viviamo in una età del tutto anonima. Certo tutti quei morti a causa di proiettili infilati da qualche parte sono l'evidenza di una guerra sociale in atto. Non è per questo che si celebra ancora il '77, fatti che portarono poi alla chiusura di quelle esperienze di lotta.
Noi ci confortiamo con Internet, viene da pensare cosa ne avrebbero fatto nel '77 ma questa è una storia dei "se", quindi meglio chiudere e pensare alla prossima recensione. Saluti.

 

Video di presentazione di Pietro Cheli su Arcoiris TV

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